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Pillola di tech · ApprofondimentoIl disco che si rompe, il telefono rubato, la cartella cancellata per sbaglio, il ransomware che cripta tutto: i modi di perdere i ricordi non mancano. La regola 3-2-1 è lo standard — usato anche dalle aziende — per non perdere mai davvero i tuoi dati.
La regola nasce da un'idea del fotografo Peter Krogh: un solo backup non basta, perché può rompersi o essere colpito insieme all'originale. La formula è:
3 copie dei file che ti stanno a cuore (l'originale + 2 backup) · su 2 tipi di supporto diversi (es. il computer e un hard disk esterno, così un singolo guasto non li prende entrambi) · con 1 copia sempre fuori casa, tipicamente nel cloud (che ti protegge da furto, incendio o allagamento).
Con l'esplosione del ransomware — che oggi cerca e cripta anche i backup collegati — le aziende hanno aggiornato la regola in 3-2-1-1-0: una delle copie dev'essere offline o "immutabile" (non modificabile), e i ripristini vanno testati fino a zero errori. Per casa, la traduzione è semplice: tieni almeno una copia scollegata dal computer e da internet.
Un hard disk che stacchi dopo il backup non può essere criptato da un ransomware.
Il backup migliore è quello che parte da solo: se dipende dalla tua memoria, prima o poi salta.
Contenuto a scopo informativo, aggiornato a settembre 2026. La regola 3-2-1 (Peter Krogh, "The DAM Book", 2005) è lo standard di riferimento; la variante 3-2-1-1-0 ne è l'evoluzione anti-ransomware.
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