Ogni domanda a un'AI non è "gratis" per il pianeta: dietro c'è acqua per raffreddare i server ed elettricità per farli girare. Ecco quanto, davvero, e perché i numeri fanno discutere.
I data center scaldano tantissimo e vanno raffreddati: buona parte lo fa con l'acqua. Uno studio dell'Università della California, Riverside ("Making AI Less Thirsty") ha stimato che ogni 20-50 richieste a ChatGPT "consumano" circa mezzo litro d'acqua (contando raffreddamento + acqua per produrre l'energia). A livello globale, si stima che l'AI abbia usato tra 312 e 764 miliardi di litri d'acqua nel 2025.
Nota di trasparenza: le aziende danno numeri molto più bassi contando solo il raffreddamento diretto (OpenAI ~0,32 ml, Google ~0,26 ml a prompt). La verità sta nel cosa includi nel conteggio: è per questo che le cifre variano così tanto.
L'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) stima che nel 2026 i data center consumeranno oltre 1.000 TWh di elettricità, e che il consumo raddoppierà da ~485 TWh (2025) a ~950 TWh entro il 2030 — circa il 3% dell'elettricità mondiale. L'AI, che oggi pesa per il 5-15% del consumo dei data center, potrebbe arrivare al 35-50% entro il 2030.
Per dare un'idea: una singola richiesta AI può consumare diverse volte l'energia di una ricerca su Google (le stime vanno da poco più a ~10 volte, a seconda del modello).
Per compiti veri l'AI fa risparmiare tempo; evitare di usarla per banalità riduce sprechi inutili.
Domande chiare = meno tentativi e meno richieste ripetute (quindi meno consumo).
Alcune aziende alimentano i data center con rinnovabili e li raffreddano in modo più efficiente.
Anche streaming e cloud consumano: il punto è la consapevolezza, non rinunciare alla tecnologia.
Dati aggiornati a settembre 2026. Le stime variano molto in base al metodo di calcolo e alla località dei data center.
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